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Vermi
I tricocefali sono parassiti intestinali appartenenti alla classe dei nematodi. Sono vermi tondi, l'adulto è lungo 4-

Ciclo
Le uova vengono espulse con le feci dei cani infestati. In condizioni ottimali (25°C), entro 15 giorni si sviluppa una larva di primo stadio all'interno dell'uovo. Lo sviluppo è rallentato in condizioni climatiche con temperature più basse; con temperature inferiori ai 4°C non si verifica alcuno sviluppo. Le larve sopravvivono per mesi nell'ambiente poiché sono protette dal guscio dell'uovo. L'infestazione nel cane avviene per ingestione di uova larvate e nell'arco di 24 ore nell'intestino tenue si liberano le larve. Le larve si annidano nella mucosa duodenale per 10 giorni circa prima di emergere e spostarsi nell'intestino crasso, dove si sviluppano i vermi adulti. Il periodo prepatente è compreso tra 8 e 16 settimane e i cani infestati possono continuare a espellere uova anche per un anno.

Segni clinici
I parassiti sono ematofagi e le infestazioni di lunga durata possono determinare la comparsa di anemia. Per questo, dal punto di vista clinico, l'infestazione da Trichuris costituisce un problema cronico che spesso non determina la comparsa di manifestazioni enteriche clinicamente evidenti ma solo un calo della forma e delle prestazioni dell'animale. Bassi livelli d'infestazione sono ben tollerati e vengono rilevati identificando le uova nei campioni fecali. Un'infestazione pesante provocherà diarrea sanguinolenta, feci mucose e , alla fine, l'animale non sarà più in grado di compensare e presenterà una patologia acuta. Indagini ematochimiche evidenzieranno disturbi metabolici quali iponatremia.
Diagnosi
I vermi adulti sono facilmente distinguibili per l'estremità posteriore ingrossata e quella anteriore sottile. Tuttavia, poiché la parte anteriore è annidata nella mucosa dell'intestino crasso, se il verme non è raccolto delicatamente, può rompersi durante la raccolta lasciando solo la parte posteriore disponibile per essere esaminata. Le feci possono essere esaminate utilizzando la flottazione per la ricerca delle uova. Queste sono leggermente più pesanti delle altre uova e alcuni suggeriscono che possano richiedere l'uso di un liquido di flottazione più denso rispetto alla soluzione satura utilizzata per la routinaria flottazione.
Terapia
Per la terapia antielmintica nei confronti di Trichuris possono utilizzarsi principi attivi quali febantel, milbemicina, fenbendazolo e praziquantel. Per un'efficace controllo dell'infestazione occorre non dimenticare di allontanare il cane dall'ambiente contaminato.
Zecche e pulci
Con il termine zoonosi si intende qualsiasi malattia infettiva o parassitaria degli animali che può essere trasmessa anche all'uomo, direttamente o indirettamente.
Numerose zoonosi, infatti, sono trasmesse da artropodi vettori come pulci e zecche, che trasportano gli agenti infettivi o infestivi dagli animali all'uomo.
Le pulci e le zecche possono provocare un certo numero di gravi malattie nell'uomo e nei nostri animali.
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Le malattie trasmesse all'uomo dalle pulci includono:
la bartonellosi o malattia da graffio del gatto: è causata da un batterio, Bartonella henselae, ed è diffusa in tutto il mondo. Il gatto la trasmette all'uomo con morsi o graffi, ma è possibile anche l'infezione attraverso il morso della pulce. I soggetti immunocompetenti sviluppano in seguito al morso o al graffio di un gatto una linfoadenopatia regionale benigna che può persistere per settimane o mesi. I bambini e i soggetti immunodepressi presentano invece forme più gravi con febbre, spossatezza e splenoepatomegalia.
i vermi piatti che possono infettare l'uomo e in particolare i bambini in caso di ingestione accidentale delle pulci
il tifo murino:è una forma di tifo esantematico provocato dal batterio Rickettsia typhi diffuso in aree tropicali e subtropicali. E' trasmesso dalle pulci del ratto ( Xenopsylla cheopis) o da quelle del gatto ( Ctenocephalides felis). I sintomi più comuni sono mal di testa, febbre, brividi, dolore alle articolazioni, nausea, vomito, dolori addominali e mal di schiena.
Per le zecche la lista delle malattie trasmissibili comprende:
la babesiosi o piroplasmosi: è una malattia causata da un protozoo del genere Babesia capace di parassitare gli eritrociti dei mammiferi e degli uccelli. In alcuni casi la malattia può avere un decorso fulminante con comparsa di febbre elevata, spossatezza, anemia e mialgia. La forma di prevenzione più efficace consiste nell'evitare le aree endemiche per le zecche, coprire il corpo con indumenti nelle zone a rischio e usare prodotti repellenti.
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l'erlichiosi: può colpire in forma molto lieve o molto grave con sintomi aspecifici quali febbre, anoressia, vomito, cefalea e mialgia.
la borreliosi o malattia di Lyme: è causata da un batterio spiraliforme che infesta le zecche le quali a loro volta possono trasmetterla all'uomo. Dopo il morso della zecca la malattia evolve in due fasi, la prima localizzata, la seconda disseminata. Nello stadio localizzato compare un eritema nella sede del morso che si allarga progressivamente in maniera centrifuga assumendo notevoli dimensioni. In questa fase possono comparire segni sistemici quali febbre, debolezza muscolare e letargia. Nella fase disseminata si possono avere sintomi neurologici, articolari, cutanei e cardiaci di solito non associati tra loro. La malattia viene contratta nelle zone boschive che costituiscono l'habitat ideale per il vettore e la prevenzione consiste quindi nell'adottare un abbigliamento adatto quando si decidere di passeggiare nei boschi. Inoltre è fortemente consiglito l'uso di prodotti repellenti da applicare durante le passeggiate.
La paralisi da zecca: è causata da Holocyclus Ixodes, una zecca che si ritrova sulla costa est dell'Australia.
L'encefalite da zecche è diffusa in tutta Europa ma si riscontra raramente in Italia. E' causata da un virus appartenente alla famiglia dei Flaviviridae che può essere iniettato nell'essere umano dal morso di una zecca. I sintomi maggiormente riportati sono febbre, cefalea, stanchezza, nausea, mialgia e paralisi.
Data la diffusione e la gravità sia per l'uomo che per i nostri cani e gatti delle malattie trasmesse da vettori l'arma più efficacie che abbiamo a disposizione è la prevenzione.
Le persone che si recano in zone a rischio dovrebbero coprire il corpo con indumenti appropriati e usare prodotti repellenti adatti.
Molte volte non si riescono a debellare le infestazioni da zecche nei nostri animali per una errata somministrazione dei prodotti antiparassitari. La formulazione più utilizzata negli ultimi anni, per la sua efficacia e la praticità, è sicuramente lo spot-